Funerale

Come organizzare un funerale?

L’organizzazione di un funerale è un momento delicato e difficile da realizzare. In quei giorni manca la lucidità e la volontà per affrontare tutto quanto accade. Il rito commemorativo è importante, è un momento con cui diamo il nostro saluto al caro  estinto e per questa ragione bisogna che la celebrazione sia perfetta.

Il nostro ruolo è quello di sollevare, per quanto sia possibile, i parenti dalle numerose incombenze, di guidarli nella risoluzione e nel disbrigo di pratiche; e sopratutto di organizzare un rito commemorativo secondo le loro intenzioni.

Cerchiamo con semplicità e vicinanza di svolgere un’attività non sempre facile ma lo facciamo con estremo rispetto e attenzione.

Ma quali sono le origini del funerale?

Il rito funereo dei Greci

In Grecia il rito funebre era legato alle figure di Ade, dio della morte e di Caronte, che traghettava le anime nell’aldilà in cambio di due monete che occorreva dare per non far vagare le anime per sempre.

Nel grande poema di Omero, l’Iliade, assistiamo alle cerimonie funebri dei grandi guerrieri, vestiti con i loro abiti migliori e posti su una pira dove il corpo veniva bruciato. Il lutto durava dodici giorni durante i quali erano fatti canti funebri e giochi in onore del defunto.

Accanto alla cremazione c’era anche la pratica della tumulazione. In questo caso la cura della tomba, addobbata con delle suppellettili del defunto, era molto importante, mentre la pratica della sepoltura si sviluppa dal IV secolo a.C.

La cura della tomba era di primaria importanza, infatti, sono stati trovati numerosi oggetti come vasi e incisioni dedicate al defunto.

Il rito funebre dell’antica Grecia era diviso in tre parti:

  • Pròthesis: fase del rito in cui i parenti si riunivano vicino al corpo del defunto e lo vegliavano per tre giorni facendo canti e preghiere in suo onore.
  • Ekphorà: durante questa fase si procedeva al lungo corteo funebre e la salma veniva trasportata fino al luogo prescelto per la sepoltura, tumulazione o la cremazione.
  • Entophé: l’ultima fase variava secondo la zona e concerneva l’esecuzione del rito funebre. Per la cremazione gli oggetti venivano bruciati insieme alla salma.

Dopo il funerale era obbligo per tutti i parenti purificarsi dal contatto e la vista con il corpo per il defunto e venivano fatti numerosi sacrifici di animali alle divinità per accompagnare il defunto e durante i seguenti giorni di lutto era vietato per i parenti lavorare ed erano obbligati a fare preghiere e canti dedicate agli dei.

Il rito funereo dei Romani

Nell’antica Roma la morte era, invece, una faccenda pubblica: il funerale era molto fastoso a seconda della potenza del defunto e della sua gens.

Seppellire decorosamente i morti era fondamentale per i romani. Il destino dell’anima del defunto incombeva su familiari e amici, se un cadavere non veniva sepolto, o le esequie non erano celebrate secondo il rituale specifico, l’anima del defunto non avrebbe trovato pace e continuava a vagare sulla terra angosciando i vivi.

La gloria di un individuo ricadeva sulla sua famiglia, i parenti avevano l’obbligo di dimostrare le virtù civiche dello scomparso, esaltando la propria famiglia. I riti funerari consistevano in quattro parti fondamentali:

  • L’esposizione pubblica del cadavere;
  • Il corteo;
  • L’elogio funebre;
  • La cerimonia del rogo.
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