Riti funebri nel mondo

Riti funebri nel mondo

Febbraio 22, 2021 News 0

Riti funebri nel mondo: il ricordo commemorativo della persona cara

Il ricordo commemorativo di una persona cara è un momento importante, di trapasso che ci aiuta a realizzare in modo concreto che quella persona non sarà più fisicamente vicino a noi, nella quotidianità, ma sarà presente solo spiritualmente. In ogni Paese si seguono le tradizioni e i costumi locali per quanto riguarda i rituali da seguire e preparare.  L’insieme dei rituali funebri che accompagnano il feretro verso la sua ultima dimora si è evoluto nel corso dei secoli, per effetto del passaggio da forme sociali semplici a modelli più organizzati e complessi, in cui le religioni hanno saputo dare una risposta a cosa succede dopo la morte.

Riti funebri nelle varie religioni

Certamente ciò che accomuna le maggiori religioni è la consapevolezza che con la morte non si ha una fine, ma l’anima del defunto passa a un’altra dimensione.
Il rito funebre ha assunto, grazie alle religioni, una maggiore importanza. Infatti l’insieme dei singoli riti della veglia e delle esequie hanno lo scopo di agevolare il viaggio dell’anima verso la sua meta, occupandosi anche di alleviare il dolore della perdita ai parenti.

Nel rito funebre cattolico, che conosciamo meglio, si hanno diversi passaggi come:

  • la benedizione del defunto;
  • la messa funebre;
  • l’inumazione in terra consacrata.

L’insieme di questi singoli riti aiuta l’anima a raggiungere il paradiso, soprattutto se accompagnata da preghiere e messe di suffragio dei famigliari. I riti funebri delle altre religioni ovviamente divergono da questo schema, adottando comportamenti diversi in funzione del proprio credo, ma conservando l’attenzione all’anima del defunto.

Riti funebri in Italia

In Italia, per esempio, vi sono usanze funebri che variano a livello regionale, anche se rispetto al passato le diversità tra le usanze funebri italiane si sono attenuate.

Al sud, fino a non molti anni fa, tra le tradizioni funebri si ricordano le donne pagate per piangere il morto, le cosiddette “nenie”, eredi dell’antichissima tradizione delle prefiche romane. Quest’usanza è sopravvissuta per oltre mille anni nella cultura locale, accompagnata dal massimo rispetto e considerazione verso queste donne.

Napoli, tra le usanze funebri napoletane, è sopravvissuto il rito di portare zucchero e caffè a casa dei parenti del defunto, rito consolatorio che ha un profondo significato di rispetto verso chi subisce la perdita della persona cara. Così anche il trasporto funebre assumeva una propria importanza. Prima dell’avvento delle auto funebri, l’ultimo viaggio avveniva con un carro funebre trainato da cavalli, e il numero delle coppie di cavalli misurava l’importanza del defunto da mostrare ai passanti.

In Sicilia le usanze funebri siciliane prevedevano anche un periodo che durava qualche giorno dopo il funerale, durante il quale parenti e amici dello scomparso si recavano a casa dei dolenti a porgere le condoglianze: “u visitu”. La visita avveniva nella casa con porte e finestre semi chiuse, e le stanze erano illuminate da uno spiraglio di luce. In quest’atmosfera i parenti più stretti vestiti a lutto ricevevano le persone raccontando a più riprese com’era avvenuta la scomparsa. Un rituale pesante da sopportare per chi era affranto dalla scomparsa, al punto che piano piano iniziarono a comparire sui manifesti funebri frasi come “si dispensa dalle visite”, o questa richiesta veniva demandata al sacerdote durante la celebrazione della messa funebre. In questo modo si poteva ovviare a questo doloroso rituale.

Rito e sepoltura dei musulmani in Italia

I riti funebri musulmani richiedono funerali semplici, umili e molto rispettosi, è rifiutata l’ostentazione anche in cimitero per ciò che concerne le lapidi o i mausolei; ed è di gran lunga preferibile che il denaro venga speso per i vivi piuttosto che per i morti. Un problema da affrontare però per coloro che vivono lontani dal loro Paese, come in Italia, è l’assenza di cimiteri. Ciò crea delle complicanze ai praticanti per la sepoltura, visto che un fedele non può essere sepolto tra appartenenti ad altre religioni, così come è vietato che tra i musulmani venga posto chi non lo è. Attualmente sono ancora pochi i cimiteri dedicati anche se la legge italiana, con il decreto 285/90   all’articolo 100, capo XX,  che i piani regolatori cimiteriali possano prevedere reparti speciali e riservati per la sepoltura dei cadaveri di persone professanti un culto diverso dal nostro.

Riti funebri in Cina

La Cina è un grande paese in cui convivono diverse etnie con proprie tradizioni e fedi diverse. In passato l’inumazione era la pratica più diffusa nel paese. Questa veniva preceduta da un funerale sfarzoso a testimonianza dell’importanza della famiglia del defunto e non c’era un luogo deputato a ricevere le spoglie, così le tombe erano collocate un po’ ovunque: in un campo, accanto a un albero o vicino a un fiume.

Con l’avvento della rivoluzione culturale ci si accorse che questa libertà nell’inumare i defunti sottraeva terra coltivabile, arrecando conseguenze negative per lo sviluppo dell’agricoltura e dell’economia. Così si misero in atto una serie di iniziative volte a favorire la pratica della cremazione, più sostenibile per l’ambiente. In questo modo si riappropriarono nello stesso tempo dei terreni, arrivando a eliminare più di cento milioni di vecchie tombe erette ovunque: nei campi o lungo le strade.

Per le usanze funebri cinesi il bianco è il colore del luttoA differenza del mondo occidentale che ostenta il dolore, le cerimonie funebri cinesi non sono avvolte in un velo di tristezza e di colore.

Alla porta delle abitazioni viene esposto un foglio bianco, mentre su quelle dei vicini fogli di carta rossi in segno di ricordo e come augurio affinché il defunto possa vivere il suo passaggio serenamente. Vengono fatti esplodere dei fuochi di artificio, in numero dispari, per allontanare gli spiriti maligni. Vengono bruciati fogli di carta alla fine della cerimonia dai parenti. A sud della Cina, invece, durante il rito funebre viene sacrificato un bufalo oppure viene svolto un rito per allontanare gli spiriti maligni attraverso degli aquiloni.

Riti funebri in Africa

Nel continente africano la morte assume il significato di unione con la vita. Infatti durante i funerali africani insieme al dolore è presente anche la gioia di poter presenziare a riti che mettono in contatto con le anime defunte. I riti funebri variano secondo i luoghi, le usanze locali e le religioni.

Nei riti funebri nigeriani si è soliti inserire nella cassa alcuni oggetti che serviranno al defunto durante il viaggio verso il regno dei morti. La veglia dura alcuni giorni, durante i quali parenti e amici rendono l’ultimo saluto al defunto. Il feretro viene accompagnato con canti e balli e la sepoltura avviene nella proprietà del defunto. Il lutto dura diversi mesi, e se a morire è un uomo sposato, la moglie dovrà portare il lutto per un anno, astenendosi per tutto questo periodo dall’avere rapporti sessuali.

Il ballo, oltre che a rendere omaggio al defunto, serve a comunicare con l’aldilà, oltre che lenire il dolore dei parenti stretti e costruire legami tra i partecipanti ai riti funebri.

Riti funebri in Giappone

Nella tradizione buddista si è convinti che lo spirito, dopo il decesso, resti ancora nel corpo del defunto per due o tre giorni prima di abbandonare la dimensione terrena. Durante questo periodo la salma deve essere lasciata da sola, per non disturbare lo spirito del defunto.

La stanza in cui riposa il defunto viene adornata con ceri e si brucia incenso, e, prima di procedere alla vestizione, l’addetto sfiora delicatamente la testa del defunto. Si procede quindi alla vestizione, che in Giappone viene eseguita con il tipico indumento dei pellegrini del diciassettesimo secolo, di colore bianco.

La salma viene sistemata in posizione fetale, come in alcune raffigurazioni del Buddha dormiente. Dopo la vestizione e la sistemazione della salma, un monaco presenzia la veglia funebre, che si protrae per tutta la notte, accompagnandola con preghiere e invocazioni.
Il corpo viene quindi sistemato all’interno di una cassa di legno, in cui si colloca anche una coroncina di 108 perline, corrispondente al numero dei Mantra.

Durante la cerimonia funebre si brucia incenso e una foto dello scomparso viene deposta su un piccolo altare, dinanzi al quale i presenti s’inchinano in segno di rispetto. Un colpo di gong segnala la fine della cerimonia funebre e il celebrante rivolge al defunto l’ultima benedizione.

Al termine della cerimonia funebre non viene rilasciata ai partecipanti una foto del defunto, ma, come ricordo, si consegna agli intervenuti un libro con gli insegnamenti del Buddha. Il rito funebre prevede la cremazione del corpo, e le ceneri sono raccolte in un’urna che sarà poi collocata all’interno di cappelle funerarie a forma di piramide. In Giappone è consentito ai parenti di estrarre dalle ceneri frammenti di ossa che saranno poi custoditi nelle proprie case a ricordo del defunto.

In alcune zone del Tibet al posto della cremazione si esegue il “funerale celeste“ in cui il corpo viene smembrato e lasciato sugli altopiani o su rocce, dove sarà decomposto dagli agenti atmosferici o preda degli animali.

In Madagascar viene svolto un famoso rituale denominato “famadihana” ossia la “rotazione delle ossa”. Ogni cinque o sette anni la famiglia del defunto organizza una processione presso la cripta del defunto in cui il corpo viene riesumato e cosparso di vini e oli, intanto la banda suona e i familiari ballano con il corpo.

Riti funebri in Australia

In Australia, invece, prendono vita usanze diverse: innanzitutto si attua una cerimonia con molto fumo nella stanza del defunto per far uscire il suo spirito dalla casa, in seguito viene organizzata una festa a cui partecipano persone truccate che danzano e consumano del cibo. Il corpo viene posto su una piattaforma, cosparso di foglie, e viene fatto decomporre.

Nelle Filippine, molti gruppi etnici hanno delle pratiche funerarie alquanto bizzarre. Nel Benguet hanno l’usanza di bendare il defunto e di posizionarlo all’ingresso della casa; in Tiguaian sono soliti vestire i defunti con i loro abiti migliori e di sederli mettendo loro una sigaretta in bocca.

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